Un mare di confusione

“Molla l’amantiglio” urla il capitano, “devi mollare l’amantiglio o come tu voglia che io lo chiami… Marco? Bisogna mollare questo amantiglio”. Questo è l’ordine del capitano che ripete e non viene recepito da me come lui vorrebbe. Sono gli ultimi giorni dell’imbarco, ma a tutti sembra ancora il primo giorno. L’ondeggiare del mare, la barca sbandata a sinistra, gli ordini ripetuti costantemente mettono alla mia mente confusione su confusione. Conclusione, anche se orribile da ammettere, non ci vogliono ordini ma ORDINE, nella mia testa.

Buttarsi in una esperienza del genere a 360°,  24h su 24h, dare anima e corpo non sempre porta i risultati sperati; basti pensare a tutta l’energia impiegata e al basso profilo ottenuto dai risultati, risultati che sembrano impossibili da raggiungere. In questo modo la confusione impazza sempre più. Le idee in testa girano, ma sono troppo grandi per essere raggiunte in poco tempo, quel tempo che ti logora sempre più, per le delusioni costanti.

Apparentemente, fare il marinaio, dopo 2 mesi di imbarco, sembra che non sia il mestiere per me.

Ma come è possibile? Io, che mi emoziono soltanto a sentire il rumore del mare o mi rilasso sorseggiando una bibita al cospetto del signor Sole che cala lento e ci saluta con i suoi stupendi colori.

Del mare mi piace tutto, mi piace anche la brina mattutina che mi inumidisce i piedi. Il cullare di questa distesa azzurra è paragonabile alla buona notte di una madre, che baciando il proprio bambino lo lascia navigare nei sogni più profondi ma veri. Non mi vogliono, forse, entrare in testa queste azioni così apparentemente semplici da eseguire?

Sarà forse per l’età? Per il poco impegno? Per il mio modo di fare che alla volte sfocia nell’essere troppo? Eppure ci metto tutto me stesso… nel cercar di fare bene le cose, ma questi ordini non mi vanno proprio giù. E’ come se i messaggi arrivassero a un anti camera del cervello e poi li rimanessero in sala d’attesa, sperando che qualcun altro svolga il lavoro, ma ci sono IO e nessun altro. Detto a parole sembra così semplice, ma quando ti trovi lì… In quel mare di caos non è facile per niente muoverti. Quindi che fai? Aspetti che arrivi la sera e ti consoli dicendo… “Domani farò meglio”.

Conclusione, questa esperienza di 2 mesi, vissuta con il Capitano Sergio S. e l’altro marinaio di cazziate Alessandro M. rimarrà indelebile nei miei ricordi, ma rifarei tutto tale e quale senza cambiar nulla, con lo stesso capitano che in fondo è il migliore e pretende sempre il meglio per il bene di tutti.

Guardando il mare Alessandro M. "Marinaio"

Guardando il mare Alessandro M. “Marinaio”

Cazzando una drizza cit. Sergio S. "Capitano"

Cazzando una drizza cit. Sergio S. “Capitano”

Entrando nel gavone di poppa Giuliano P. "Marinaio"

Entrando nel gavone di poppa Giuliano P. “Marinaio”

In porto a Ventotene - Beachcomber 22m

In porto a Ventotene

Issando la mezzana

Issando la mezzana

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